Metabolismo bloccato ecco perché non perdo peso

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perché non perdo peso

Quante volte ci siamo chiesti: perché non dimagrisco? Perché non perdo peso nonostante gli sforzi che sto facendo? Una domanda che tormenta impietosamente donne e uomini di tutte le età. E le risposte possono essere molteplici. Cerchiamo quindi di fare il punto della situazione e capire le cause principali che bloccano o vanificano i nostri sforzi.

Un funzionamento fisiologico

L’organismo è regolato da oltre 200 fattori. Qualunque dieta si voglia intraprendere, questa prenderà in esame solo due o tre di essi: carico glicemico, insulina, densità energica, proteine animali, ecc… Tutti co-fattori che concorrono alla normale composizione corporea. Quando viene scelta una dieta, piuttosto che un’altra, alcuni di questi fattori vengo attivati, mentre altri vengono “anestetizzati”. Contemporaneamente il metabolismo attiva una sorta di difesa naturale, che porta ad ingrassare, in netta opposizione al risultato che si vuole raggiungere. Questi blocchi, naturali, che l’organismo attiva, sono fisiologici. Necessari alla sopravvivenza dell’uomo. Se così non fosse, ci saremmo già istinti alla prima carestia. Questi meccanismi di “difesa” si chiamano: termometri metabolici. Si trovano all’interno delle cellule grasse. Quando queste si riempiono, il metabolismo sale, quando si svuotano, diminuiscono.

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Quando si perde peso troppo velocemente

Una delle principali cause che portano al blocco del metabolismo, è proprio quella dovuta ad una perdita di peso esagerata in un tempo troppo breve. Solitamente è raccomandato non perdere peso più rapidamente rispetto all’1,3%/Bw del proprio peso corporea, a settimana. Quindi se ad esempio il peso corrisponde a 100 Kg, è corretto perdere massimo 1,3 kg a settimana. Una perdita superiore comporterebbe una diminuzione troppo rapida della massa magra. Ecco perché viene sconsigliato un cambio drastico nelle abitudini alimentari. Tutto e subito si paga con gli interessi.

Il fegato: un altro termometro metabolico

é risaputo che diminuendo l’assunzione di carboidrati,il processo di dimagrimento inizia subito. A questo punto però entra in gioco il fegato, un altro termometro metabolico, piuttosto importante. La cellula del fegato, si chiama epatocina. Più il livello di glucosio è alto e più la cellula comunica la cervello di tenere alto il metabolismo. Al contrario, se è povera di glucosio, chiede al cervello di aumentare il consumo di grassi. Questo meccanismo porta ad un abbassamento del metabolismo. In pratica maggiori trigliceridi si bruciano, minore sarà il consumo nel tempo.

La dieta ipocalorica

Le diete che puntano a privare drasticamente l’organismo di molte calorie per periodi prolungati, influenzano nel tempo parte del metabolismo basico. In altre parole significa che diminuire in modo sostanziale le calorie assunte per un lungo periodo di tempo, porta il metabolismo a bloccarsi. Questo perché il metabolismo si adatta e si equilibra a livelli sempre più bassi, andando ad abbassare l’asticella dalla quale partire per calcolare una corretta dieta ipocalorica, che funzioni e che lo faccia nel tempo. In buona sostanza è necessario insegnare al corpo a mangiare di più senza ingrassare.

Perché non perdo peso? Come si sblocca il metabolismo?

Per dimagrire è necessario insegnare al corpo a diventare un buon ossidatore e a ricostruire il metabolismo.
Nel primo caso è necessario aumentare l’inefficienza metabolica. Per farlo teniamo conto che il 60% delle energie introdotte nell’organismo tramite carboidrati e lipidi, si trasforma in calore. Il resto viene utilizzato per gestire i processi metabolici. Una percentuale così alta è stata prevista dalla natura per dotare l’organismo di un cuscinetto. Questo significa che meno assumiamo e più aumenta l’efficienza metabolica. Quindi per dimagrire è importante istruire il corpo perché faccia l’esatto contrario.
E con questo arriviamo al secondo punto, cioè la ricostruzione del metabolismo. Per dimagrire possiamo dire che è necessario prima ingrassare. É necessario cioè andare a ricreare uno stato metabolico di partenza essenziale, per poi mettersi a dieta ed iniziare a perdere peso.

Quattro consigli per dimagrire

Maggiore sono i kg da perdere, più rapida sarà la perdita di peso. Però, una volta che il traguardo del normopeso sarà vicino, è importante non scendere più di 0,5-1% del peso corporeo a settimana.
Le proteine fungono da scudo alla massa grassa e donano un senso di sazietà.
Un metodo per raggiungere correttamente l’obiettivo della perdita di peso, è quello di alternare i giorni in cui mangiare meno carboidrati, a quelli in cui è concesso mangiarne di più (l’importante è evitare le abbuffate, che sono nocive). L’ultimo consiglio riguarda l’attività fisica. É importante, se non addirittura indispensabile, rimanere sempre attivi. Poca, ma fatta bene e costantemente, aiuta a ritrovare il giusto equilibrio e porta a risultati più veloci, soddisfacenti e duraturi nel tempo. In questo modo non sarà più necessario chiedersi perché non perdo peso.